jueves, 1 de octubre de 2026

Canto dello Specchio delle Età dell'Anima di Carlo E. Ruspoli (2026)


Canto del Espejo de las Edades del Alma


En el andar por sombras de la vida,
 busqué la voz que nunca se marchita,
 ni al tiempo rinde su verdad cumplida.


Y por senda remota e infinita
 vi al hombre, peregrino caminante,
 que busca aquello que la vista evita.


Mas habla lo eterno en su semblante,
 en la breve alegría y la amargura,
 con firme paso y corazón constante.


De aquella escucha nace esta escritura,
 espejo no de edades ya perdidas,
 sino del alma y de su siempre albura.


Aquí se hallan señales recogidas
 en las estaciones del viaje interior,
 por donde van las almas conducidas.


Cada edad trae un propio resplandor,
 su caída, su nuevo nacimiento,
 su herida oculta y su secreto amor.


A veces se oscurece el firmamento
 y todo sentido parece extraviado,
 cubierto por clamor y sufrimiento.


Mas sigue un fuego al fondo conservado,
 que llama al corazón más allá de sí,
 hacia un destino más humanizado.


De aquella luz recibe forma aquí
 la memoria de antiguos caminantes,
 que guarda lo que somos hasta el fin.


Con ella avanzan idas y retornos,
 esperanzas antiguas y dolores,
 que visten y desnudan los contornos.


Y como el río baja entre clamores
 desde la altura hacia la mar abierta,
 venciendo de la tierra los rigores,


así la vida cruza la desierta
 región de las tormentas y del llanto,
 buscando siempre una verdad despierta.


Interroga al umbral celeste en tanto,
 pregunta por el fin de su jornada
 y por la causa última del canto.


La gran tradición queda aquí guardada,
 del mundo antiguo al verbo del Evangelio,
 como huerta que nunca ve agotada


la sazón de su fruto ni su celo.
 Desde Dante hasta el tiempo que habitamos,
 resuena el mismo anhelo bajo el cielo.


Y aunque entre dudas hoy peregrinamos,
 y el mundo se fracture en soledades,
 un fuego vive aún que conservamos.


Por eso este libro busca amistades
 entre experiencia, pensamiento y canto,
 más allá de frágiles mitades.


No ofrece ciencia vana ni quebranto,
 mas quiere abrir con fiel serenidad
 una puerta a la voz del Espíritu Santo.


Porque fue derramada en su verdad
 mi propia vida, con dolor y gozo,
 transfigurada en otra claridad.


No para alzar memoria vanidosa,
 ni para hacer del nombre monumento,
 sino amistad más vasta y generosa.


Pues vive en cada humano pensamiento
 aquello mismo que en mi pecho ardía,
 cuando buscaba el íntimo fundamento.


Y así la senda de la humanidad
 se hizo palabra abierta y testimonio,
 del bien entrevisto en la oscuridad.


Si hallaren estas páginas dominio
 en el corazón atento que las lea,
 será por un antiguo parentesco divino:


que el alma, cuando hacia la luz desea
 volver sus ojos y su entendimiento,
 en otra alma su origen reconoce y crea.


Entonces el Espejo será viento
 que guíe al caminante en la espesura,
 como los astros guían el firmamento.


Y sus edades, llenas de hermosura,
 mostrarán el principio de la fuente
 de donde nace toda criatura.


Y lo que fue búsqueda ferviente
 se vuelva oración bajo la altura,
 y lo que fue memoria, canto ardiente;


hasta que la noche, oscura e impura,
 se abra por fin en resplandor entero
 y nazca la verdadera aurora pura.


Canto dello Specchio delle Età dell'Anima


Nel lungo andar tra l'ombre della vita,

cercai la voce che non muta mai,

né cede al tempo che ogni cosa addita.


E fra le strade che percorsi assai,

vidi nell'uomo un pellegrino errante,

che va cercando ciò che non vedrai.


Eppur l'eterno parla al suo sembiante,

nel gaudio breve e nella dura prova,

con passo lieve e con vigor costante.


Da tale ascolto quest'opera si trova,

specchio non già degli anni che fuggiro,

ma dell'anima che sempre si rinnova.


Qui son raccolti i segni ch'io scoprìro

nelle stagioni dell'interior viaggio,

che al primo lume e all'ultima aura aspiro.


Ogni età reca il suo diverso raggio,

la sua caduta e il suo risorgimento,

la sua ferita e il suo silente omaggio.


Talora appare oscuro il firmamento,

e par che il senso sfugga ad ogni mano,

coperto dal tumulto e dal lamento.


Ma resta acceso un fuoco più lontano,

che chiama il cuore oltre la sua misura,

verso un destino più profondo e umano.


Da quella luce prende forma e cura

la memoria degli avi e dei lor giorni,

custode viva della nostra natura.


Con essa avanzan partenze e ritorni,

speranze antiche e prove non richieste,

che il tempo veste e poi di nuovo spogli.


E come un fiume che dal monte investe

le valli e corre verso il vasto mare,

così la vita attraversa le tempeste.


Cercando sempre un ultimo approdare,

interrogando il cielo e la sua soglia,

per comprendere il senso dell'andare.


La grande tradizione qui s'accoglia,

dal mondo antico al canto del Vangelo,

come un giardino che mai non si sfoglia.


Da Dante stesso fino al nostro cielo,

di dubbi, attese e smarrimenti colmo,

risuona ancora il medesimo anelo.


E se il presente appare incerto e fioco,

franto sovente in mille solitudini,

resta nell'uomo un inesaurito fuoco.


Per questo libro cerca comunioni,

tra poesia, pensiero ed esperienza,

oltre le fragili separazioni.


Non offre formule né vana scienza,

ma vuol donar, con mite fedeltate,

un varco aperto verso la coscienza.


Poiché la vita mia vi fu versata,

col suo dolore e con la sua letizia,

e in altra forma fu trasfigurata.


Non per narrare privata mestizia,

né per erigere memoria al nome,

ma per cercare universale amicizia.


Che ciò che vive in me vive pur come

in ogni cuore che abbia amato e atteso,

e nel mistero abbia cercato il come.


Così l'umano camminar si è reso

parola condivisa e testimonianza,

del bene intravisto e non posseduto appieno.


Se queste carte avranno qualche stanza

nel cuore di chi legge e di chi ascolta,

sarà per questa antica somiglianza:


che l'anima, quando alla luce è volta,

riconosce nell'altra il suo cammino,

e vede un'unica sorgente raccolta.


Allor lo Specchio diverrà destino,

e le sue età, come astri nella sera,

guideranno l'andante al suo principio divino.


E ciò che fu ricerca sia preghiera,

e ciò che fu memoria divenga canto,

finché la notte si tramuti in aurora vera.


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